Part-time o full-time: Cosa conviene?

Part-time o full-time: Cosa conviene? Occorre saper distinguere bene le possibilità a nostra disposizione. Quanti tipi di  part-time esistono e quale è più adatto alla nostra situazione? Come si puo’ ottenere? Conviene? Qualche dritta per orientarsi nel mondo del lavoro.
mamma che lavora

Il part time è una modalità di svolgimento dell’attività lavorativa che consente ai genitori di poter conciliare il lavoro con la cura dei propri figli. Nonostante esista nel nostro paese da tantissimi anni la sua applicazione però ancora fa sorgere dubbi in capo ai lavoratori. Ecco le tipiche domande che forse anche voi vi siete fatti:

Sono stata assunta a tempo pieno, come faccio a diventare part-time?

L’orario a tempo parziale può essere concordato fra le parti al momento dell’assunzione o può essere richiesto dal lavoratore nel corso del rapporto; in entrambi i casi per la sua validità ci deve essere un patto scritto, con puntuale indicazione dell’orario stabilito. Se la trasformazione avviene durante il rapporto di lavoro è necessaria una convalida dell’atto presso la direzione provinciale del lavoro competente.

Il datore di lavoro può rifiutare la mia richiesta di lavorare a  part-time?

La concessione dell’orario a tempo parziale è sempre a discrezione del datore di lavoro salvo che la richiesta non sia fatta da un lavoratore affetto da patologia oncologica. Il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato nell’azienda può inoltre disporre che il datore di lavoro accolga ogni anno una determinata percentuale di domande di trasformazione a orario ridotto.


Mi hanno parlato di diversi tipi di orario part-time, quali sono?

Il part-time può essere orizzontale (la forma più comune) o verticale o misto. Nell’orizzontale vi è una prestazione con orario ridotto per tutti i giorni lavorativi della settimana, nel verticale invece l’orario a tempo pieno viene svolto solo alcuni giorni alla settimana, al mese o nell’anno. Il part-time misto è una fusione del verticale con l’orizzontale.

Il datore di lavoro mi cambia tutte le settimane l’orario di lavoro senza avvertirmi, ma è legale?

Per modificare la collocazione dell’orario di lavoro nella settimana è necessario sempre un accordo scritto tra le  parti a meno che nel contratto venga inserita una clausola “flessibile”. Essa permette al datore di lavoro di modificare liberamente l’orario di lavoro dando un preavviso di almeno cinque giorni e compensando il lavoratore con il riconoscimento di una cifra forfettaria in busta paga.

Ho scelto il tempo parziale per lavorare meno e invece il datore di lavoro mi chiede sempre di fare delle ore in più, mi posso rifiutare?

Il datore di lavoro può richiedere al lavoratore con part-time orizzontale di effettuare ore di lavoro “supplementari” fino al raggiungimento del normale orario di lavoro a tempo pieno, retribuite con una maggiorazione. Il lavoratore non può rifiutarsi se nel contratto collettivo il lavoro supplementare è adeguatamente regolamentato con le indicazioni dei motivi per cui tali ore supplementari possono essere richieste.

Ho bisogno del part-time ma solo fino a quando la bambina va all’asilo, posso cambiare idea e tornare poi a tempo pieno?

In questo caso consiglio di applicare una scadenza al tempo parziale. Ad esempio si può concordare che l’orario ridotto venga effettuato per un anno salva la possibilità di rinnovarlo per un altro anno ancora previo accordo fra le parti. I lavoratori part-time hanno comunque diritto di precedenza per ritornare a tempo pieno rispetto all’intenzione del datore di lavoro di assumere nuovo personale.

Ho già un contratto a part-time di poche ore, adesso un altro datore di lavoro mi ha offerto un ulteriore contratto in aggiunta, ma posso fare più part-time insieme? 

Non c’è un limite ai contratti di lavoro a part-time che il lavoratore può avere contemporaneamente tranne quello di dover rispettare la normativa sul riposo giornaliero e settimanale. Cioè anche in caso di pluralità di rapporti il lavoratore deve “staccare” almeno 11 ore consecutive per il riposo giornaliero e avere almeno un giorno completo di riposo settimanale che può essere anche diverso dalla domenica.

Devo assistere una persona malata, ho diritto al part-time?

Come detto prima il datore di lavoro non è obbligato ad accogliere la domanda ma al lavoratore che si trova in una situazione di bisogno tra quelle elencate nell’art.12 bis, Dlgs.61/2000 è riconosciuta una precedenza nell’accoglimento della domanda rispetto a quella degli altri lavoratori.

Prima di richiedere un orario di lavoro ridotto vi consiglio di:

  • Leggere bene il proprio contratto collettivo di categoria o contratto integrativo aziendale nella parte in cui regolamenta il part-time per verificare la normativa sulle ore di lavoro supplementare, la presenza di una percentuale di domande che devono essere accolte dal datore di lavoro nell’anno, la regolamentazione delle clausole flessibili, la previsione di un minimo e di un massimo di ore che si possono fare a tempo parziale in particolare se si è assunti con un contratto di apprendistato.
  • Verificare tramite l’aiuto di un patronato o di un consulente del lavoro (o anche online su siti specializzati) quale sarà la nuova retribuzione netta annuale per effetto dell’applicazione della percentuale di part-time ed effettuare un calcolo dell’importo degli assegni familiari (se spettanti) alla luce del nuovo reddito. Sarete così in grado di valutare meglio quante ore a tempo parziale vi potete economicamente “permettere”

Per approfondire

Se sei una neo mamma single, e cerchi il modo migliore per lavorare senza perdere di vista i bambini rivolgiti ad un consulente del lavoro, ci sono tante possibilità in più per le persone nella tua condizione.
a cura di Federica Dosi, esperta in consulenza del lavoro.
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