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alve dottoressa Parsi, sono la mamma di un bambino di cinque anni, incredibilmente attaccato alla pulizia e all'ordine. Se qualcosa cade, subito la prende, mette a posto i giocattoli in maniera precisa, è pieno di rituali, ad esempio vuole il pigiamino piegato in un certo modo...è abbastanza vivace, curioso e intelligente, anche se un po' timido. queste sue piccole fissazioni sono normali? noi siamo sposati da molti anni, e abbiamo altri due figli, adolescenti, tutti maschi.
I bambini tra i 3 e i 7-8 anni di vita possono fare appello a condotte stereotipate e rituali, più o meno transitorie. Questi comportamenti sono espressioni normali di adattamento a nuovi stimoli evolutivi sia intrapsichici (ovvero della mente e del corpo in crescita) che ambientali.
In questa fase di vita, passo dopo passo, il bambino sviluppa la capacità di organizzare il suo mondo, di esercitare un controllo sulle “cose”, di tenere a bada l’ansia, misurandosi, più o meno autonomamente, con diverse esperienze anche extra-familiari, soprattutto a scuola.
In teoria, quindi, i comportamenti del tuo piccino risultano del tutto coerenti con la sua età. Potrebbero apparirvi esasperati, talora eccessivi, ma la presenza di tanti “grandi” in famigli, con cui confrontarsi, misurarsi e competere, non deve dare certo “vita facile” al piccolo di casa. Spesso, poi, i fratelli maggiori si rapportano ai più piccoli con modalità quasi genitoriali. A ciò, talvolta, i minori “reagiscono” mostrando la loro capacità di “crescere” in fretta e, nel tentativo di non essere controllati e diretti oltre misura, si impegnano a erigere confini emotivi e territoriali, con la tenacia e l’ostinazione tipiche dell’età.
Se le stereotipie e le condotte ossessive dovessero persistere a lungo e divenire di ostacolo alla libertà espressiva e di comportamento del bambino, vi suggerisco, comunque, di ricorrere al parere di un esperto che, con facilità, sarà in grado di distinguere tra le “difese” transitorie tipiche dell’età e quei comportamenti capaci, invece, di segnalare la presenza di un disagio emotivo che il bambino può tentare di controllare attraverso i suoi rigidi rituali.
Parsi Maria Rita