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Bambini che hanno paura della morte

Come aiutare i bambini a "capire"

M ia figlia di 3 anni e mezzo è molto spaventata dal pensiero della morte. Già diversi mesi fà, chiedendo alla nonna dove fosse la sua mamma (sua bisnonna), questa le ha risposto che era morta, ed incalzata dai suoi perchè le ha spiegato che era molto vecchia e malata ed era diventata una stellina. Ho paura che mia figlia sia rimasta traumatizzata da questo racconto e che purtroppo abbia capito benissimo qual è il corso della vita. La vigilia del suo terzo compleanno ha avuto una crisi di pianto terribile perchè non voleva crescere, non voleva diventare adulta, poi vecchia ed infine morire. Purtroppo questa paura si ripresenta frequentemente, con terribili crisi di pianto inconsolabile. Io, inizialmente ho cercato di rassicurarla spiegandole dolcemente il ciclo della vita, ma vedendo che la cosa aveva un effetto controproducente, di fronte alla sua esplicita richiesta "mamma dimmi che io non morirò mai", l'ho rassicurata dicendole che a lei non sarebbe mai accaduto. Altre volte, la abbraccio forte e tento di cambiare argomento, di distrarla e di farla ridere. Mi si spezza il cuore davanti a queste sue paure e credo che siano troppo precoci in una bambina di 3 anni. Purtroppo lei è molto intelligente ed ha capito tutto ma non voglio che quest' angoscia di morte evolva e si trasformi in qualcosa di serio. Inoltre lei ripete sempre che non vuole crescere e non vuole diventare grande, lasciando sottointendere le sue paure. Come dovrei reagire, cosa posso fare per distoglierla da questi pensieri e come posso accogliere le sue paure nel modo migliore?

IL DOTTOR CALIA RISPONDE:  
In realtà è molto difficile rispondere a questa domanda e forse la lettura dei due articoli che segnalo qui in calce può aiutare.
L'unica cosa che mi sento di dire io è che l'angoscia della morte, insieme alla consapevolezza di dover morire fa parte della vita di tutti noi. Per questo motivo gli esseri umani hanno inventato, da molti millenni, i funerali, che sono un modo per affrontare e superare questa angoscia. 
Ecco perché anche i bambini, contrariamente a quanto oggi accade, dovrebbero frequentarli. Non parlerei perciò di "trauma", ma semplicemente di realtà.
Inoltre, secondo me, non bisognerebbe dire bugie, perché le bugie, come si sa, hanno le gambe corte e i bambini sono piuttosto intelligenti e non ci credono (anche se a volte fingono di crederci).
Inoltre c'è da considerare il ruolo che in questo delicato ambito ha la religione che, con la sua promessa di vita eterna, fornisce un potente antidoto alle nostre paure.
Certo, chi non aderisce ad una confessione religiosa, su un argomento del genere è costretto a fare uno sforzo in più.

un pediatra per amico
Leggi questi due articoli sull'argomento 
Le parole per uscire dal lutto e 

Un silenzio che fa male al cuore di Paolo Roccato presenti nell'archivio di "Un pediatra per amico".

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