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entile dottoressa, le chiedo un piccolo aiuto per mia figlia. A settembre cambieremo casa e scuola e andrà in prima elementare (ha 6 anni). Al momento sta vivendo non troppo bene la cosa, soprattutto il cambio di scuola/compagni. Mi dà qualche suggerimento affinché l'ingresso alla primaria non sia vissuto in modo negativo, con possibili ripercussioni sul rendimento? L'ho già portata a vedere il nuovo edificio e fare un giro, ma non è servito a molto... grazie mille.
Già nel 1964 alcuni famosi ricercatori dell’Università di Washington avevano individuato una serie di 43 eventi che appaiono, con frequenza, prima del manifestarsi di alcune malattie somatiche. L’analisi di questi eventi ha mostrato come questi, in misura maggiore o minore, provochino un cambiamento delle precedenti condizioni di vita della persona e richiedano, quindi, un riadattamento a nuove situazioni. Al 32° e al 33° posto di questo elenco apparivano, rispettivamente, il cambiamento di residenza e il cambiamento di scuola.
Il trasloco, dunque, rappresenta, per adulti e bambini, un evento chiaramente stressante. È un’esperienza capace di mettere in moto emozioni, paure, inquietudini che riguardano il distacco dalla sicurezza offerta dai luoghi, dalle persone, dalle abitudini familiari per proiettarsi verso l’incertezza del cambiamento e le prospettive del domani.
Se è pur verro che i bambini piccoli mostrano di possedere maggiori risorse e migliori capacità di adattamento degli adulti, è altrettanto vero che le loro modalità di pensiero, ancorate alla concretezza, li spingono a fidarsi, prevalentemente, di ciò che riescono a controllare attraverso l’esperienza diretta.
Le previsioni sul futuro, che non si basino su precedenti verifiche, appaiono loro confuse ed incerte.
La paura delle situazioni nuove accompagna, normalmente, tutti i bambini tra i 6 ed i 10 anni. A quest’età, i bambini, hanno già costruito proprie abitudini quotidiane da cui dipende la loro sicurezza. Cambiamenti repentini e profondi minacciano la giovane capacità di controllo sulla realtà esterna che cominciano ad esercitare autonomamente.
Cara mamma, le tue capacità di cogliere il disorientamento di tua figlia e di accogliere le proteste per il suo disagio, sono un ottimo punto di partenza per accompagnarla e sostenerla in questo delicato passaggio. Le brevi riflessioni, contenute in questa risposta, mi auguro ti stimolino a recuperare il “pensiero bambino” che ha accompagnato anche la tua infanzia, per poter condividere il punto di vista attraverso il quale la piccola sta percependo l’esperienza del cambiamento.
Sintonizzati pensieri ed emozioni sulla stessa frequenza, non sarà difficile, per una mamma attenta come te, trovare soluzioni concrete e creative che le consentano un distacco graduale dalle “vecchie” routine, la aiutino a conservare gli affetti a lei cari (invitando più volte i “vecchi” amici a giocare nella nuova casa) ed, infine, le permettano di imparare a conoscere e riconoscere, attraverso numerose, giocose ed avventurose esplorazioni, i nuovi ambienti.
In particolare, poi, oltre a visitare il nuovo edificio scolastico, potrai incontrare, con la bambina, le nuove insegnanti, ad esempio durante i primi giorni di settembre, periodo in cui le maestre mettono a punto i materiali didattici e le aule scolastiche. Informate le insegnanti del “problema”, saranno, di certo, più accorte nel sostenere l’inserimento della piccola. Individua l’area giochi frequentata dai bambini del nuovo quartiere e conducila, più e più volte, a giocare in quello spazio: avrà l’occasione di conoscere nuovi amici e, con buona probabilità, di incontrare, in anticipo e in tua compagnia, alcuni dei nuovi compagni di scuola.
Così la nuova aula si riempirà di volti conosciuti, questo la farà sentire meno smarrita e, di nuovo, un po’ a casa.
Un caro saluto
Parsi Maria Rita