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Latte: bollito o no?

G entile On. Martini, ho due bambini ghiotti di latte. Vorrei avere aggiornamenti sulla sua ordinanza che vietò il latte crudo, nonché i bicchieri accanto ai distributori dedicati nelle scuole che invitavano a berlo direttamente. Non essendoci più stati casi sospetti (mi riferisco ai dieci bambini ammalati di sindrome emolitico uremica segnalati fra il 2007 e il 2008), vale ancora l’indicazione “Latte crudo da consumarsi solo dopo la bollitura”, come da dicitura imposta dal suo Ministero da affiggere sugli oltre 1000 distributori d’Italia? Nelle scuole è dunque sempre obbligatoria la bollitura del latte? E in casa che dobbiamo fare? Gertrude Fiorisi

Gentile signora Gertrude, il latte rappresenta nell’infanzia un alimento indispensabile per il suo apporto di calcio il cui contenuto non varia a seguito di trattamenti termici. Ma proprio per la tutela della salute dei bambini, che sono i maggiori consumatori di questo alimento, occorre sottoporre a bollitura il latte crudo per eliminare i batteri patogeni. Per tale motivo l’Ordinanza (10 dicembre 2008) a cui lei fa riferimento è ancora in vigore: i genitori, attenti come lei alla salute dei bambini, devono sapere che il rispetto della bollitura preserva da certe malattie. Secondo la suddetta Ordinanza, il responsabile della macchina erogatrice deve escludere la disponibilità di contenitori destinati al consumo in loco del prodotto e che è vietata la somministrazione di latte crudo nell’ambito della ristorazione collettiva comprese le mense scolastiche. Se dovesse rilevare delle difformità alla norma, si rivolga alla Asl competente per territorio o ai Carabinieri del Nas.

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