Qual è la merenda giusta? È giusto dare la merenda ai bambini ogni giorno? Fa davvero bene o si corre il rischio di farli arrivare all’ora di cena con meno appetito e, quindi, con la possibilità che nascano a tavola i piccoli problemini e capricci che molti di noi si vedono costretti ad affrontare quotidianamente?

Secondo Michelangelo Giampietro, specialista in Medicina dello Sport e in Scienze dell’Alimentazione, “fare merenda è molto importante, per almeno due buone ragioni. Anzitutto, la merenda spezza il periodo di digiuno e aiuta, così, a riequilibrare la glicemia nel sangue, evitando i cali di zuccheri. In secondo luogo, la pausa spuntino distoglie dalle attività in cui sono impegnati i bambini, rappresenta una pausa per il cervello, che ha bisogno costante di zuccheri.
L’importante è evitare comportamenti ripetitivi, ovvero proporre sempre gli stessi alimenti: la varietà è importante”. Via libera, allora, a pane e marmellata, o pane e olio, allo yogurt, magari con cereali e frutta, alla macedonia, al gelato, ai biscotti, alternati magari a un po’ di cioccolata, o Nutella, e alle classiche merendine industriali. La merenda è un piccolo pasto che deve fornire circa il 5-7% dell’energia che ci serve quotidianamente.
Questione di … educazione
Spesso, però, i genitori si scontrano con le richieste poco “salubri” avanzate dai figli, che magari al panino preferiscono sempre lo snack promosso dal marketing aziendale dei produttori. Che fare? Bisogna partire dalle basi, ovvero educare i bambini a compiere delle scelte giuste, adatte alle loro esigenze.
Ecco i consigli di Maria Rita Spreghini, nutrizionista pedagogista, esperta consulente del sito www.merendineitaliane.it:
1. usare giochi di parole, ad esempio dire si fa uno “spuntino”, non uno “spuntone”!
2. Non utilizziamo la merenda o lo spuntino come un premio
3. Preparare la merenda insieme è il modo più utile per capire le porzioni e cosa scegliere
La prima colazione deve coprire il 20-25% dell’apporto calorico giornaliero, il pranzo il 40% e la cena il 30%, con due piccole merende a metà mattina e pomeriggio, meno ricca la prima (il 5%) più ricca la seconda (il 10%).
E a colazione?
A colazione poi la maggior parte delle calorie (ben il 60%) dovrebbero provenire dai carboidrati, a scendere grassi e infine proteine. Come dire via libera a semplici fette di pane o biscottate, cereali e torte leggere, magari fatte in casa. A seguire frutta fresca, come una spremuta, alternata a latte e yogurt
Dolce o salato?
Dolce o salato a seconda dei gusti moderando sia il quantitativo di zuccheri semplici, sia quello del sale.
Il nostro consiglio è di variare le proposte alimentari anche per alcuni periodi; ad esempio invece del latte, bere una centrifuga di frutta di stagione e/o verdura: iniziare al mattino con un’iniezione di vitamine naturali è il miglior modo per combattere i mali di stagione; la natura ci aiuta mettendoci a disposizione per il periodo invernale tutti i frutti più ricchi di vitamina C (arance, mandaranci, kiwi) per aumentare le difese dai mali da raffreddamento e d’estate più ricchi di vitamina A e oligoelementi quali magnesio e potassio (pesche, albicocche, fragole, prugne, anguria, melone…) contro l’affaticamento da caldo.
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